I CANTI DI PASSIONE

I canti di "Passione" di Diamante sono tradizionali cori religiosi intonati durante la processione della Cordata dei Misteri del Venerdì Santo.
I canti, di origine grecanica, tramandati di generazione in generazione, accompagnano infatti il percorso della processione e sono eseguiti da gruppi di cittadini, divisi in classi, che fino a pochi anni fa cantavano separatamente.
Vi era la "Passione" dei marinai, quella dei borghesi, quella dei contadini, poi agli inizi degli anni settanta anche quella di gruppi di donne.
Ora i gruppi sono misti e riflettono anche la moderna concezione della chiesa; sono accompagnati dal suono di caratteristici strumenti di legno, chiamati "Tocca Tocca".


La "Passione" di Diamante è un canto antichissimo, tramandato a memoria dalle famiglie dei pescatori. I cantori, raccolti in circolo fra loro, la intonano lungo il percorso della Cordata.
La voce portante dà l'attacco e a lei si uniscono e armonizzano le altre in un canto lamentoso che strazia l'anima. Contrariamente a quanto si pensi, la "Passione" di Diamante non è la tradizionale passione di Cristo ma la sofferenza struggente della Madonna che piange il figlio ucciso.
La Madonna Addolorata, vestita di nero  e col cuore trafitto da sette spade, è la Madonna d'i Marinar'. I pescatori cantano il suo dolore ne "Il Pianto delle Vergine", ed ogni Terza Domenica di Maggio la portano in processione sul mare con tutte le barche a seguirla.


Il tenore Massimiliano Silvestri, nel suo libro "Sentii na vucia dietro a quelle scoglie…", va alla ricerca della storia dei canti di Passione di Diamante che si cantano durante la processione del Venerdì Santo e fa una attenta e profonda analisi delle singole strofe, spiegandone il significato e dandone una spiegazione. Secondo Silvestri sono stati dei monaci a scriverne le strofe in questo aiutati da gente del luogo, ma oltre non si può andare non essendovi fonti certe.




- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, sulla base di informazioni tratte dal web.
- Foto tratte dal web.